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AGRICOLTURA 4.0 LA CARICA DEGLI UNDER 35

Numeri da record per la Toscana: i dati di Coldiretti

Agricoltura 4.0, la carica dei 2700 contadini under 35

Ma il presidente dell'associazione lancia l'allarme: "Troppa burocrazia rischia di limitare il settore e ridurre la ricchezza"

[13 Novembre 2020]



La carica dei 2700. A tanto ammontano i giovani agricoltori under 35 toscani. Un ritorno alla campagna ben oltre le aspettative che ribalta storiche convinzioni. Dopo il ritorno dei minatori, si registra ora il ritorno degli agricoltori, ma quanto sono diversi da quelli tradizionali. Armati della sola cultura del lavoro e della fatica, spesso analfabeti, ma profondi conoscitori della terra, i contadini storici hanno progressivamente abbandonato le campagne fino agli anni 90 del Novecento. Poi un lentissimo ritorno, ma di agricoltori quasi naif oppure. Da qualche anno, invece, tutto è cambiato. I nuovi contadini sono per oltre il 50% laureati, assolutamente smart, e soprattutto sono arrivati alla scelta del settore primario per convinzione e con idee ben chiare. E ce lo spiega bene la Coldiretti Toscana, che peraltro chiede a gran voce una sburocratizzazione perché c’è ancora domanda e spazio per tanti altri giovani agricoltori e non. La Coldiretti Toscana ha fatto il punto in occasione dell’evento di premiazione dell’Oscar Green Toscana 2020, premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa arrivato alla quattordicesima edizione che punta a valorizzare il lavoro di tanti giovani che hanno scelto per il proprio futuro l’agricoltura.

“Le aziende agricole dei giovani – ha raccontato Francesca Lombardi, leader di Coldiretti Giovani Impresa Toscana – possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più. I giovani agricoltori usano il web e la tecnologia, 1 su 4 è laureato e conosce una o più lingue straniere, di solito l’inglese, mentre 8 su 10 sono abituati a viaggiare e andare all’estero, una caratteristica che permette di raggiungere e inserirsi in nuovi mercati e di mandare i propri prodotti in giro per il mondo”.

E se tra i giovani imprenditori agricoli c’è chi ha scelto di raccogliere il testimone dai genitori, la vera novità rispetto al passato – continua Coldiretti Toscana – sono gli under 35 arrivati da altri settori o da diverse esperienze familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione e tra questi nuovi giovani imprenditori della terra, ben la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è più contento di prima.

“Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro della terra – ha precisato il direttore di Fondazione Campagna Amica, Carmelo Troccoli – dove sette imprese under 35 su dieci operano in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili”. E’ in atto dunque un cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale – conclude Coldiretti Toscana – con il mestiere della terra che non è più considerato l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è la nuova strada del futuro per le giovani generazioni istruite.

“Ma restano ancora troppe le insidie che un giovane che vuole fare impresa si trova costretto a subire – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi, alla platea istituzionale che ha partecipato al webinar, dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana a Stefania Saccardi, vicepresidente e assessore regionale all’Agroalimentare, da Simona Bonafe’, Deputata del Parlamento Europeo ad Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio Regionale della Toscana.. – Come quella di aspettare anni per poter trasformare il proprio sogno in attività imprenditoriale agricola, per colpa di una burocrazia che spesso compromette il destino di un’impresa giovane e sottrarre ricchezza all’Italia”.

Per il presidente Filippi, quindi, “l’agricoltura Toscana ha bisogno di semplificare la burocrazia e l’accesso al credito, di innovazione, tecnologia, di persone istruite, che abbiano dimestichezza con  le nuove tecniche di produzione, che sappiano usare gli strumenti e conoscano le strategie di marketing ma soprattutto di trasparenza e legalità in tutti gli ambiti”.

La rinnovata attrattività della campagna per i giovani – sottolinea Coldiretti Toscana – si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Siamo insomma in una sorta di agricoltura 4.0.


greenreport.it

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